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6 luglio 2009 1 06 /07 /luglio /2009 19:16







Grenada e le Grenadine.


Grenada è un'isola-nazione nel Mar dei Caraibi sud-orientale, che comprende anche le Grenadine meridionali. È la seconda più piccola nazione indipendente nell'emisfero occidentale (dopo Saint Kitts e Nevis): ha una superficie di 344 chilometri quadrati e una popolazione di circa 90 mila abitanti. Ex-colonia britannica, indipendente dal 1974, sotto la guida del primo ministro Sir Eric Gairy, dapprima molto popolare in quanto capo del Grenada United Labour Party, da lui fondato nel 1950, che aveva giuidato il Paese all’indipendenza, e poi fortemente contestato dopo la rielezione nel 1976. Si parlò apertamente di brogli, si accusò Gairy di voler instaurare una dittatura nel Paese, ma quello che preoccupava maggiormente le capitali dei Paesi alleati (USA e Gran Bretagna, principalmente), era la sua evidente instabilità mentale, non tanto perché sostenitore dell'esistenza degli extraterrestri al punto da parlarne pubblicamente all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (anche il Presidente americano di quel tempo, Jimmy Carter, era convinto della loro esistenza, e dichiarò in diverse occasioni di avere visto degli UFOs), ma perché dedito al culto dei riti voodoo e della santeria; viveva circondato di stregoni e fattucchiere, e pretendeva di esorcizzare personalmente ogni persona a suo dire "posseduta".


 

 

Sir Eric Gairy. A fianco: Maurice Bishop con Fidel Castro.





L'opposizione, sostenuta anche dagli Stati Uniti, prese rapidamente la forma di violente proteste civili, che trovarono la loro naturale guida nel New Joint Endeavor for Welfare, Education, and Liberation (New JEWEL Movement, NJM tout court), un movimento di vaga ispirazione marxista, guidato da uno studente di economia laureato a Londra, Maurice Bishop, che rovesciò Gairy con un colpo di stato incruento, il 13 Marzo 1979, mentre il primo ministro stava parlando di UFOs al Palazzo di Vetro. Bishop, che per anni aveva seduto nel parlamento dell'isola come capo dell'opposizione, fu nominato primo ministro, con la prima preoccupazione di sospendere la costituzione e mettere fuori legge tutti i partiti tranne il suo. Non è chiaro se Bishop, persona fino a quel momento equilibrata e moderata, nonostante le sue idee marxiste, agisse di suo o fosse manovrato dal comitato del partito, infiltrato da agenti della DGI, di certo rimane il fatto che Grenada divenne rapidamente il secondo stato marxista dell'area dopo Cuba.

Bishop instaurò immediatamente stretti legami con Cuba, e diede il via a numerosi progetti, fra i quali i due più controversi furono senz'altro la costruzione dell'aeroporto di Salines, nella parte meridionale dell'isola, e la creazione di un nuovo esercito: il People's Revolutionary Army, PRA. L'aeroporto di Salines era ritenuto una minaccia militare dalla nuova amministrazione americana di Ronald Reagan (dalla sua pista, prevista della lunghezza di 2700 metri, potevano operare anche bombardieri pesanti), e il PRA veniva giudicato dagli oppositori uno spreco di denaro e, sostanzialmente, uno strumento di potere nelle mani del NJM.

Il 13 Ottobre 1983, vi fu un nuovo colpo di stato, a opera di una fazione del NJM guidata dal vice primo ministro Bernard Coard; pare che Fidel Castro in persona avesse ordinato il putsch, preoccupato da un riavvicinamento dell'isola agli USA. Bishop venne arrestato, ma la popolazione si riversò in strada e cercò di liberarlo dalla prigione dove era detenuto. Le guardie aprirono il fuoco uccidendo centinaia di cittadini disarmati, successivamente Bishop venne fucilato insieme a molti membri del governo che gli erano rimasti fedeli in circostanze mai completamente chiarite.

A questo punto l'esercito, comandato da Hudson Austin, formò una giunta militare e prese il potere, mettendo il Governatore Generale britannico, Paul Scoon, agli arresti domiciliari. Vennero annunciati anche 4 giorni di coprifuoco totale: chiunque fosse stato sorpreso in strada sarebbe stato immediatamente ucciso.

L'Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali richiese agli Stati Uniti, Barbados e Giamaica di stabilizzare la situazione a Grenada. Si trattava di una pura formalità, perché gli USA avevano deciso di intervenire comunque, preoccupati che l'isola cadesse definitivamente nella mani di Castro, e questo benché il lider maximo, fiutando i guai nell'aria, avesse preso le distanze dai fatti di Grenada: già il 20 Ottobre, l'Avana si era dichiarata "profondamente costernata" per gli eventi dell'isola, e aveva deplorato l'inutile spargimento di sangue. Castro in persona aveva ricordato Bishop come un suo caro amico. Il 22 il dittatore dichiarò pubblicamente che i "consiglieri" cubani presenti nell'isola (ufficialmente medici e ingegneri impiegati in aiuto alla popolazione locale), non sarebbero intervenuti in caso di invasione americana (come? Brandendo bisturi e badili?, nda) se non direttamente attaccati. Addirittura il governo cubano offrì la sua collaborazione per l'evacuazione dei cittadini stranieri (soprattutto studenti americani della locale facoltà di medicina) rimasti bloccati nell'isola dagli scontri.


L'aeroporto di Salines fotografato da un satellite poche ore prima dell'attacco.

Ma era troppo tardi per fermare la macchina militare che si era messa in moto agli ordini dell'ammiraglio Joseph Metcalf III. Operation Urgent Fury, come suggerisce il nome, fu decisa con una certa precipitazione, pare che perfino i comandanti delle navi da guerra impegnate non sapessero nulla fino a 24 ore prima dell'invasione, il 22nd MAU (Marine Amphibious Unit), fu ridiretto sull'isola mentre era in navigazione verso il Libano, l'82nd Airborne e il 1st Ranger ricevette mappe turistiche perché non ne esistevano di militari, i SEALs e la Delta ebbero foto scattate poche ore prima da un SR71 inviato da Puerto Rico, non essendoci tempo per reindirizzare i satelliti spia sull'isola.

Gli imprevisti così non mancarono. Una squadra SEAL incaricata di fornire intelligence sulla pista di Salinas, non poté prendere terra poco dopo la mezzanotte del 25 Ottobre, perché nelle mappe non era segnalata una scarpata, una della Delta fu paracadutata in uno stadio di calcio anziché sull'università, mentre altre azioni andarono meglio. Le squadre SEAL col compito di mettere in sicurezza la residenza del governatore generale inglese, atterrarono impeccabilmente sul bersaglio dopo un Halo da novemila metri, i militari a guardia furono tutti eliminati senza perdite. Stesso successo ebbe l'assalto alla stazione radio del governo per impedire la diffusione di notizie sull'attacco in corso.





Paracadusti americani su Salines.




Paracadutisti americani in marcia verso St. George's.


 

Carri dei Marines. Un CH-46 abbattuto a Pearls.



"Volontari" cubani catturati dagli americani.



Rangers sbarcano da un UH-60. Sotto: un altro Sikorsky, qui al suo primo impiego operativo.





Bombardamento americano a Point Calivigny.



Obici M-102 dell'Airborne in azione contro le postazioni nemiche.



L'arrivo dei C-141 a Salines.



Rangers a Point Salines, appena sbarcati dal C-141 sullo sfondo, giunto direttamente dalla Florida.





Un binato contraereo da 23mm SU. La presenza di questi sistemi fu una sgradita sorpresa.





Due CH-46 abbattuti a Pearls nelle prime fasi dell'operazione.

L'invasione vera e propria nel frattempo era cominciata. Alle 0500L, 500 Marines delle compagnie Able e Baker, partiti dalla portaelicotteri Guam, toccarono terra presso il piccolo aeroporto di Pearls, accolti dal fuoco del PRA. Un ZU23 sovietico abbatté immediatamente un CH46 che, dopo aver scaricato le truppe stava rialzandosi, uccidendo il pilota. I marines si ritrovarono inchiodati fra le palme e la spiaggia, con le compagnie Fox ed Echo in volo a loro volta verso Pearl dalla Guam. Fu richiesto supporto a fuoco, un paio di elicotteri Sea Cobra furono inviati dalla LPH, che soppressero rapidamente il fuoco nemico, permettendo alla compagnia Echo di atterrare in sicurezza, mente Fox finì sotto il fuoco dei mortai sfuggiti ai Sea Cobra poco prima. Dopo due ore di combattimenti fu possibile muovere verso Greenville, a sud dell’aeroporto.

Alle 0534L quattro C130, appoggiati da uno Spectre, lanciarono i primi Rangers sull'aeroporto di Salines, che fu messo rapidamente in sicurezza dopo un breve combattimento costato ai GIs cinque morti e sei feriti (sconosciute le perdite fra i governativi e i cubani), per permettere l'arrivo di 800 uomini della 3rd Brigade, 82nd Airborne, direttamente da Bragg, su C141, incaricati di portare soccorso agli oltre 1000 studenti americani (e di altre nazionalità caraibiche), rimasti bloccati dai disordini seguiti al colpo di stato all'interno dei due campus, True Blu e Romeo Dog (curiosamente, Romeo Dog era il radio call dell'unità sbarcata a Baia dei Porci, nda), del St. George's Medical Center. True Blue, situato al termine della pista in costruzione dell'aeroporto, fu in realtà raggiunto e messo in sicurezza dagli stessi Rangers che avevano assaltato Salines, Romeo Dog, lontano qualche chilometro nei pressi di Grand Anse (l'isola, originariamente e per oltre un secolo colonia francese, conserva molti toponini in quella lingua), fu raggiunto nel primo pomeriggio, dopo violenti combattimenti fra l'82nd e i cubani che avevano messo blocchi stradali.

Alle 0600L, Marines della compagnia Golf provenienti dalle navi trasporto carri Manitowoc e Barnstable County, presero terra con 13 LVTPs e 5 MBTs M60, a Grand Mal, poco a nord di St George's, con l'obiettivo di raggiungere la residenza del Governatore inglese, obiettivo raggiunto solo alle 0712L del giorno seguente, dopo una serie di violenti scontri con le truppe cubane, trincerate al riparo di posizioni fotemente protette, risolto grazie all'intervento di assaltatori A7E dalla portaerei Independence, costantemente disturbati dal tiro contraereo. "Quei figli di puttana avevano un sacco di munizioni", ricorda il pilota di un Corsair, "e, perdio, le consumarono tutte per cercare di tirarci giù". Un altro CH46 e un Sea Stallion vennero infatti abbattuti.

Il 26 Ottobre passò relativamente tranquillo, gran parte della giornata fu dedicata dalle truppe americane all'evacuazione dei feriti e al rastrellamento delle località conquistate, ma all'alba del terzo giorno, 27, Rangers e Marines, con l'appoggio degli aerei della Independence, attaccarono le postazioni cubane di Fort Adolphus, Fort Matthew e la prigione di Richmond Hill, con l'appoggio degli aerei della Navy, sempre fatti oggetto di un tumultuoso, per quanto impreciso, fuoco contraereo.

Contemporaneamente, l'82nd Airborne, col supporto delle artiglierie navali e degli elicotteri armati, mosse verso le caserme di Calivigny, a est dell'aeroporto di Salines, la cui conquista, conclusa in poche ore di duri scontri, rappresentava l'ultimo degli obiettivi maggiori prefissi dal piano di invasione. Nella tarda serata, i Rangers, avendo esaurito la loro missione, lasciarono Grenada per fare ritorno nelle loro basi negli USA

Il giorno seguente, 28, i Marines e l'82nd entrarono finalmente in contatto a Ross Beach. Misero immediatamente in sicurezza St George's e facendo piazza pulita delle ultime sacche di resistenza. Rimanevano ancora piccole unità di sbandati cubani, che combatterono occasionalmente fino al 2 Novembre, quando tutti gli obiettivi potevano dirsi raggiunti. Il giorno dopo, 3, i Marines iniziarono il reimbarco sulle unità anfibie che vennero avviate sulla loro rotta originaria verso il Libano. In totale, gli americani impiegarono 1900 uomini per l'urto iniziale, che diventarono 5000 nei giorni successivi, oltre a 350 uomini forniti da da Antigua, Barbados, Dominica, Giamaica e St. Lucia e inquadrati nella cosiddetta Caribbean Peace Force (CPF), impiegati principalmente come polizia militare. A fronteggiarli, trovarono 1200 Grenadiani, 780 cubani, 49 sovietici, 24 nordcoreani, 16 tedeschi (DDR), 14 bulgari e 4 libici, dei quali solo i cubani combatterono. 599 cittadini americani, e 80 di altre nazionalità, furono evaqcuati dall'isola nei primi tre giorni, mentre le perdite ammontarono, per gli americani, a 18 caduti e 116 feriti (77 curati direttamente sulla LPH Guam, gli altri, più gravi, inviati all'ospedale della Roosevelt Roads Naval Station di Puerto Rico), sconosciute quelle del nemico, che si ritengono, comunque, molto pesanti.




BTR 60 distrutti dai combattimenti.  



Feriti americani in attesa di essere evacuati. 


 
Un AH-1 sorvola degi UH-60 parcati a Salines.



Studenti americani in attesa di salire su un C-141 per fare ritorno negli USA.


Urgent Fury fu un sussesso? Sicuramente sì, perché raggiunse gli obiettivi prefissati, compreso quello di garantire all'isola un governo democraticamente eletto, ma dal punto di vista tattico non si può dire altrettanto. La missione risultò poveramente pianificata per la semplice ragione che nessuno aveva mai pensato di intervenire a Grenada fino a poche prima, e questo con buona pace di chi sostiene che i perfidi demogiudoplutomassoni americani bramassero da anni la conquista dell'isoletta. Il problema principale, come si è visto, fu la mancanza di adeguate informazioni sul terreno e sulle forze nemiche, si riteneva che i cubani fossero operai non qualificati, medici e maestri, mentre nella realtà ci si trovò di fronte a reparti combattenti molto ben addestrati, che diedero parecchio filo da torcere al Corpo di Spedizione finché un raid dei SEALs non fece piazza pulita del loro quartier generale, a Fort Frederick. Mancando l'adeguato coordinamento, le truppe sul campo sbandarono rapidamente, consentendo un più rapido raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Altro problema fu la messa in sicurezza degli studenti americani, i cui alloggiamenti erano suddivisi fra TRE campus, e non due come si riteneva. Infine pesò, e molto, la assoluta mancanza di un sistema di comunicazione integrato fra le varie forze armate, in pratica ogni arma aveva il suo sistema di comunicazione, quello dei marines non interagiva con quello dell'esercito, e così le comunicazioni dovevano passare tramite Washington anziché direttamente sul campo fra i comandanti delle varie unità. Si racconta che un ufficiale della Delta, per ottenere uno Spectre, dovesse fare una collect call (chiamata a credito del destinario), a Fort Bragg, dal telefono pubblico di un bar dove era asserragliato coi suoi uomini, circondato dai cubani

Bernard Coard, arrestato dai militari americani, processato per l'organizzazione del colpo di stato, fu condannato all'ergastolo (pena che continua a scontare attualmente).

Grenada ha dichiarato il 25 Ottobre festa nazionale, chiamata Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day, nulla a che vedere con l'equivalente americano, ovviamente). 


Le forze in campo:

22nd Marine Amphibious Unit 
82nd Airborne Division 
21nd Tactical Air Support Squadron 
1st Battalion (Ranger), 75th Infantry 
Navy SEALs: SEAL Team Five e SEAL Team SIX 
Delta Force 
160th SOAR (A)

Amphibious Squadron Four:

Portaelicotteri da assalto anfibio Guam (LPH9),
Navi trasporto carri Barnstable County (LST1179) e Manitowoc (LST1180),
Nave da sbarco Fort Snelling (LS30),
Nave da sbarco con bacino allagabile Trenton (LPD14)


Independence Task Group

Portaerei di squadra Independence (CV62),
Incrociatore classe Leahy Richmond K. Turner (CG20),
Cacciatorpediniere classe Farragut Coontz (DDG40),
Cacciatorpediniere classe Spruance Caron (DD970), Moosbrugger (DD980),
Fregata classe Oliver Hazard Perry Clifton Sprague (FFG16),
Nave trasporto munizioni Suribachi (AE21) utilizzata come nave comando, avendo a bordo l'Invasion Tactical Planning Group.






Inoltre, furono utilizzate per il blocco dell'isola, nel timore di invio di rinforzi da Cuba:

Portaerei di squadra America (CV66),
Aliscafo lanciamissili Aquila (PHM4), Taurus (PHM3)
Fregata classe Oliver Hazard Perry Aubrey Fitch (FFG34), Samuel Eliot Morison (FFG13)
Cacciatorpediniere classe Spraunce Briscoe (DD977),
Sottomarino nucleare classe Los Angeles Portsmouth (SSN707),
Nave recupero Recovery (ARS43),
Portaelicotteri da assalto anfibio classe Tarawa Saipan (LHA2),
Cacciatorpediniere classe Charles F Adams Sampson (DDG10),

Cruiser Costal Guard Chase (WHEC-718).



BIBLIOGRAFIA:
Ronald H. Cole, Operation Urgent Fury: The Planning and Execution of Joint Operations in Grenada 12 October - 2 November 1983 Joint History Office of the Chairman of the Joint Chiefs of Staff Washington, DC, 1997

Adkin, Mark, Urgent Fury: The Battle for Grenada: The Truth Behind the Largest U.S. Military Operation Since Vietnam , L Cooper, Londra, 1989


 

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Published by Riccardo - in Guerra Fredda
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